Primavera Slovena: Pogačar aggiunge la Sanremo alla sua collezione di Monumenti
La primavera parla sloveno, e ancora una volta porta la firma di Tadej Pogačar. Alla Milano-Sanremo 2026, il campione del mondo ha conquistato finalmente il Monumento che più gli era sfuggito, completando un’altra pagina straordinaria della sua collezione. L’ha cercata, l’ha sfiorata, l’ha rincorsa per anni: stavolta l’ha presa con la forza dei grandi.



Dopo la caduta e il caos prima della Cipressa, Pogačar è ripartito con ancora più rabbia. Con la maglia iridata sporca e strappata, ha acceso la corsa, ha selezionato il gruppo e sul Poggio ha mostrato ancora una volta tutta la sua superiorità. Solo Tom Pidcock è riuscito a restargli vicino fino al finale di Via Roma.
Il campione del mondo sloveno, primo iridato a vincere la Classicissima dai tempi di Giuseppe Saronni nel 1983, ha trasformato un imprevisto in impresa: coinvolto in una caduta a circa 33 chilometri dall’arrivo, è rientrato con lucidità e forza, poi ha acceso la corsa sulla Cipressa e selezionato il finale sul Poggio.



Lì, sul traguardo della Classicissima, lo sloveno ha completato l’opera, vincendo in volata e spezzando definitivamente la maledizione di Sanremo. Non è stata soltanto una vittoria di prestigio: è stato un trionfo storico, che gli ha permesso di aggiungere la Milano-Sanremo alla sua collezione di Monumenti e di rafforzare ancora di più la sua leggenda.
Sul traguardo di Via Roma ha completato il capolavoro battendo in volata Tom Pidcock, con Wout van Aert terzo. Una vittoria di carattere, classe e storia.


